The Capri Times
Laura Ephrikian

Testo: Caterina Marina Anselmo
Foto: Natalia Galkina Novi
Maggio, 2022

Siamo nella sala Consiliare del Comune di Vietri sul mare, appena all’ingresso della cittadina, in uno dei più antichi e prestigiosi edifici, il palazzo d’Avossa. In una delle sale affrescate, da poco riportate all’antico splendore dal sapiente restauro ad opera dell’architetto Antonio Forcellino. In occasione della presentazione del libro “Una famiglia armena”, l’autrice  Laura Ephrikian, offre al pubblico le sue memorie, raccontandosi come bambina, adolescente e donna, alla ricerca delle sue radici. Il libro nasce per perpetuare nel tempo ricordi, testimonianze, fatti ed eventi di una vita trascorsa tra la famiglia e il pubblico, i giardini delle sue case, il palco del teatro, il set cinematografico, l’esperienza di arredatrice,  di pittrice e… di scrittrice.
Un breve ma intenso incontro con la bella Laura per ascoltare le sue riflessioni e condividere le sue emozioni tra libri, affreschi e fotografie!
Nella prefazione del suo libro, esprime il desiderio di raccogliere scoperte e testimonianze relative agli Ephrikian, per dare corpo all’ “idea di riscrivere…e raccontare la storia di una famiglia interessante e forse un po' anomala come la mia”, attraverso le pagine di un libro che oggi lei presenta al pubblico di Vietri sul mare.
Cosa rappresenta, per Laura, la narrazione?
 La narrazione per me rappresenta semplicemente il testamento di quello che noi vogliamo lasciare a quelli che restano e, non a caso questo libro è stato pubblicato quando io ho compiuto 81 anni. Ho pensato che, comequando, in fondo alla vita, lasci qualcosa, come ad esempio un’eredità, allo stesso modo può si può lasciare un libro ed il mio libro è il racconto della mia famiglia. Una famiglia particolare, non tutta italiana, della quale sono andata a cercare le radici per raccontare poi ai nipoti.
Mio nonno Akos riuscì a scappare dall’Armenia nel 1915, prima del genocidio avvenuto nel 1919. Mia nonna Laura, invece, proveniva dalla Svevia: una famiglia multietnica!
Nel 1915 le bande di giovani turchi effettuavano dei veri e propri attacchi a sorpresa verso la popolazione armena e l’ultima delle cose che ha visto della sua terra era la piazza in fiamme dove probabilmente perì la sua mamma e scomparve la sua famiglia. Di qui la successiva fuga che, attraverso varie peripezie, lo condusse alla meta navigando su un barcone fino a Venezia, all’isola di San Lazzaro. Lui è la “pianta” da cui nasce questa famiglia.
In apertura di questo incontro ha fatto riferimento alla sua età attuale, al momento in cui ha deciso di raccogliere in un libro le testimonianze e gli accaduti della sua famiglia, i ricordi dell’infanzia. Viene naturale chiedere com'era Laura da bambina? 
Sono una bambina che è nata il primo giorno di guerra. Sono nata il 14 giugno del 1940 mentre la guerra era stata dichiarata qualche giorno prima, il 10 giugno dello stesso anno. Ho dei ricordi talmente precisi di quel periodo per cui posso dire che la mia non è stato un'infanzia felice nel senso tradizionale del significato, nel  senso di avere una casa bella, avere degli amici, poter correre, poter giocare liberamente. Ricordo che io e la mia famiglia, invece, ci rifugiavamo nella soffitta di una casa di contadini. Ciò perché mio padre fu un partigiano nell'Appennino Veneto e anche la mia mamma lo era. Quindi, nel frattempo io, piccolina, restavo con mio nonno Akop, quasi sempre senza parlare perché la mamma mi aveva raccomandato di non dire mai niente a chiunque mi domandasse qualcosa. E quindi io restavo sempre in silenzio, e silenziosamente restavo con il nonno, tenendogli la mano. Credo che sia proprio attraverso il nostro tenerci per mano che ci siamo scambiati le nostre affettuosità, le simpatie, le emozioni. Inoltre nonno era alto di statura o forse credo che lo fosse perché per i bambini anche un uomo di media altezza può sembrare enorme. Di certo, fisicamente era di grande statura, come si può vedere dalla fotografia sulla copertina del mio libro, ma ha giocato molto anche la mia percezione di bambina.
Laura, chi sono i personaggi della foto copertina del libro che ci presenta oggi?
In fotografia vediamo a sinistra mio nonno Akop, con abito scuro e grandi baffi, alla sua destra sua moglie, la bella Laura. Non ho informazioni sulla coppia ed il bambino ritratti sulla destra.
Immagino che già altri abbiano notato l’estrema somiglianza tra Laura Zasso e Laura Ephrikian
Nonna Laura era molto carina, aveva questo visetto molto spiritoso ed in molti fanno notare la somiglianza tra noi due. Per riferirmi all’incontro con Akop ricordiamo che,  a ventotto anni, nel giugno del 1908, si era recata a Venezia, all’isola degli Armeni per entrare in possesso di alcune illustrazioni che suo padre, scomparso nel frattempo defunto, commissionato a Giuliano Zasso, pittore e direttore dell’Accademia delle Belle Arti di Venezia. Akop era stato incaricato di consegnare a Laura le tavole illustrate e  fu in questa occasione che si sono incontrati, conosciuti ed innamorati. Fu un colpo di fulmine! Nonno però era un prete mechitarista ed hanno dovuto aspettare lo stretto tempo necessario per “svestire “ la tonaca per potersi sposare. In questo frattempo si sono scambiati una fitta corrispondenza, rappresentata da un epistolario di circa 66 lettere che ritrovai curiosando, non autorizzata,  in un baule conservato in soffitta.
Lei è stata in Armenia? 
Si, sono stata in Armenia per cercare le mie origini ed in questa ricerca ho tentato di ritrovare qualche mio parente. Ho trovato alcuni Aphrikian e questo mi ha fatto pensare che il cognome Ephrikian sia frutto di qualche errore di trascrizione ma anche cercando tra gli Aphrikian non ho trovato nessuno che avesse caratteristiche comuni con il nonno e, ad un certo punto, ho pensato che non aveva più importanza. Sono stata in Armenia anche per vedere questa la terra bellissima di cui tutti parlano e le opere che l ‘uomo ha costruito come, ad esempio, le chiese in granito. Da allora porto con me il ricordo della tranquillità e della calma dei luoghi.
Secondo lei, il mondo ne sa abbastanza dell’Armenia?
L’Armenia non è stata mai ben conosciuta ed ancora oggi, se chiedessimo a persone scelte a caso che cos’è l’Armenia e dove si trova, capiremmo che almeno il cinquanta per cento ancora non potrebbe rispondere ed anche per questo penso che bisogni far conoscere e riconoscere questo popolo. Per fortuna negli ultimi tempi qualcosa sta cambiando e ci si avvia ad una maggiore diffusione delle informazioni, fino ad arrivare al giorno della Memoria del genocidio armeno che, dal 1988, ricorre il 24 di Aprile di ogni anno.
Laura, da Treviso dove è nata, si è spostata in altre città, come Milano e Roma, ma anche in Kenya per volontariato e possiede delle doti artistiche che esplica nella pittura. Possiamo dire qualcosa dei suoi quadri?
I miei quadri sono nati come dei piatti di legno sui quali mi dicevano semplicemente: - Basta che tu faccia la tua firma e poi li vendiamo. Ma io non ero d’accordo, sarebbe stato brutto e squallido. Allora ho cominciato a dipingerli e sono vent’anni che dipingo. Non sono mai diventata brava ma quando sono tra i colori mi sento felice. Dipingere mi fa un bell’effetto.
E tanti colori possiamo ritrovare nelle ceramiche di Vietri sul mare, la città che la ospita..
Io sono già stata a Vietri l'anno scorso e posso dire che è come il Paradiso dei bambini. Questo pomeriggio ho girato tra i vicoli, ho anche comprato un melograno che è il simbolo dell' Armenia. Adoro Vietri: è bellissima!
Quindi di questi luoghi Laura pensa…
Il meglio possibile! Trovo amici, bella gente, il mare, la tranquillità e poi anche giornalisti che, come te, giocano anche nel fare delle belle fotografie, come hai fatto prima per me ed i miei amici e quindi….Quindi, che vogliamo di più dalla vita?
Con queste serene riflessioni ringrazio Laura per la disponibilità precisando che, 
tuttavia resto un’insegnante che “gioca” a fare la giornalista . In realtà, si tratta semplicemente di ascoltare,  lasciando fluire pensieri, racconti ed emozioni delle belle persone che incontro condividendone poi i contenuti con i lettori, affiancata dalla nostra bravissima Natalia, fotoreporter d’eccellenza. Ringraziamo il Comune di Vietri sul mare che ci ha ospitate  ed invitiamo i nostri lettori a visitare la cittadina, “prima perla” della costiera amalfitana.
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