The Capri Times
MADONNA DELLE GALLINE 
Maria Carmela ‘a Pavanese 

(cit. Antonio Avigliano)
Caterina Marina Anselmo
Sasà Sorrentino
Antonio Avigliano
Maggio 2022
Incontriamo l’artista ceramista Sasà Sorrentino che, già agli inizi del 2021, ha occupato le pagine della nostra rivista per farci conoscere alcune sue opere e che, quest'anno, in occasione della festività della Madonna delle Galline consegna al Comune una particolarissima opera che lui stesso ci descriverà.
In apertura è stato citato lo slogan “L'attesa … il ritorno” da cui scaturisce la prima domanda per il nostro intervistato.
L'Antica festa popolare della Madonna delle Galline si tiene a Pagani, in provincia di Salerno, ogni anno nell'ottava di Pasqua e, dopo due anni di sospensione, riprende all'insegna dello slogan” L'attesa… il ritorno”.
Un'edizione apparentemente soft quella del 2022! Nonostante la mancanza della consueta e seguitissima processione della statua di Maria del Carmelo per strade e vicoli del paese, le presenze sono state numerosissime e, da venerdi 22 aprile con l’apertura del Santuario a lunedì 25 aprile con il concerto di Enzo Avitabile, tra sacro e profano, con un record di presenze, la tradizione si è rinnovata anche quest'anno.
Per i lettori ascoltiamo e pubblichiamo racconti di artisti ed esperti che ,con i loro interventi, testimoniano la devozione che anima fedeli e visitatori.
Come è stata l'attesa di un evento tanto amato dal popolo ?
L'attesa è stata accompagnata da mille indecisioni dovute, diversamente dagli anni precedenti , alla mancanza di un programma.  Si è dovuto cambiare un bel po' di cose, compresa la decisione del Vescovo S.E. Monsignor Giuseppe Giudice, di sospendere le processioni nell'Agro che ha costretto le Autorità a modificare quell’iter che da secoli accompagnava i fedeli. La mancanza della processione si è sentita fortemente ma credo che questo abbia caricato ancora di più i devoti e, nonostante ci siano stati dei commenti poco gradevoli e proteste all'uscita della Statua dalla Chiesa la domenica del 24 aprile, ritengo che essa sia stata accolta dai fedeli con la preghiera di sempre e, nonostante tutto, sono stati molti quelli che, sul sagrato della chiesa, hanno atteso l'evento.
Quasi sicuramente è mancata la parte più bella e poetica della processione cioè il “vecchietto” che non potendo muoversi da casa rimane sul balcone in attesa del passaggio di Maria che anche quest’anno è mancato.

Si tratta di momenti di cui siamo stati privati ma la speranza di ritornare alla normalità l'anno prossimo ci accompagna e ci sostiene.

Come è nata, quindi, l’idea di una “statua” per la circostanza?
In realtà l’idea nasce da lontano, precisamente dal 2019, quando l’ Amministrazione capeggiata da S. Bottone, utilizzando dei Fondi regionali, mi convocò per creare un evento in occasione della festa che potesse raccontare la festa stessa, qualcosa che potesse mescolare il Sacro con il profano e che coinvolgesse adulti e bambini. Di qui l'idea nata da me e dall’”Associazione Ceramisti e Design campani” che raccoglie, al suo interno figure professionali dell'ambito della Ceramica e non solo, con vari rappresentanti per ogni città campana che presenti una vocazione ceramista.
Forse io ne costituisco l'eccezione in quanto la mia passione non mi è stata trasmessa dal mio paese, ovviamente per il fatto che a Pagani non abbiamo una vera e propria tradizione legata alla ceramica. In ogni caso, riflettendo su sul da farsi, abbiamo pensato di creare un evento che potesse qualche modo aggregare e allo stesso tempo raccontare il culto della Madonna delle Galline e siam partiti proprio dalle origini del culto delle Madonne, e cioè dal fuoco.
Quindi io credo che la ceramica al centro dell’evento ne sia stata la parte più vera e più adatta per raccontare, attraverso la terra stessa e la sua manipolazione, per far capire l’importanza degli elementi terra e fuoco. Questa è stata l'idea base che ci ha visti partecipare in maniera convinta e coinvolgente. Successivamente abbiamo creato i nostri laboratori in piazza ed ognuno si è caricato del proprio fardello professionale fatto anche di attrezzi e strumentazioni necessarie per costruire dei forni alimentati a legna per cuocere le creazioni.

Come dicevo prima, all'interno della nostra Associazione ci sono varie figure professionali tuttavia abbiamo ritenuto opportuno scegliere ed utilizzare la tecnica della ceramica perché ci sembrava quella più idonea e coerente. Sono stati realizzati in laboratorio circa 250 manufatti tra cui molte piccole gallinelle. Per realizzare la statua, invece è occorso circa un mese di lavoro in laboratorio ed in seguito è stata portata in piazza dov'è stato costruito un forno per permettere la successiva fase di asciugatura dello smalto 
L’evento è stato dedicato in modo particolare ai bambini che hanno partecipato con entusiasmo. I piccoli decoravano i manufatti e ne aspettavano la cottura nei forni Raku realizzati. Qualcuno addirittura ha voluto ripetere l'attività per portare a casa un secondo pezzo. Sono stati coinvolti circa 200 bambini che, passando per la piazza, si sono incuriositi e spontaneamente hanno partecipato al laboratorio. All’evento sono state invitate delle Associazioni per diversamente abili le quali hanno condotto alcuni ragazzi che, assistiti dai loro tutor, hanno avuto la possibilità di elaborare, decorare le opere, attenderne la cottura e portare con sè il manufatto realizzato.
Sia ai bambini che agli adulti è stata mostrata la tecnica raku ed in tal modo è stata reso visibile a tutti come si possa trasformare la materia attraverso il fuoco dei forni.
Si è raggiunta l'apoteosi quando, con l’apertura del forno, si è vista finalmente la statua incandescente, collegandoci quindi all'antico culto delle Madonne nere, delle Esperidi, che rappresentano la pratica della primaria adorazione delle dee.
Per far meglio comprendere le fasi del lavoro, i lettori potranno visionare alcune sequenze in un video che ho predisposto per loro. Con un clic li condurremo in laboratorio: Guarda video

La manifestazione ha avuto la durata di tre giorni e si è conclusa brillantemente perché, pur avendo elaborato un progetto ed eseguito dei calcoli, si è trattato pur sempre di un modo empirico di realizzare un'opera, di un manufatto di particolari dimensioni utilizzando un forno comunque artigianale. In cuor nostro vi era pur sempre la preoccupazione che qualcosa potesse non andare. E finalmente dopo tre anni, con il plauso dell’attuale Amministrazione De Prisco, l’opera commissionata è stata restituita al Comune, in quanto proprietà della Civica Amministrazione.
 In questi tre anni dove è stata custodita l’opera realizzata?
L’’opera è stata custodita in un angolo della mia bottega e mi ha tenuto compagnia per tutto questo tempo e posso dire che, oggi, quasi mi manca.
Ci descrivi la statua realizzata?
Abbiamo pensato di raccontare le nostre radici attraverso la realizzazione di un albero stilizzato ai lati del quale spuntano due rami con due immagini sacre intorno e sulle quali, come da leggenda, volano e si posano uccelli.
Si tratta di un albero dal quale germoglia fede, tradizione e cultura locale.
Possiamo dire quindi, visto il tempo trascorso, che anche per te si è tratto di “Attesa” e di “Ritorno”?
Certamente. Posso dire che anche io, in qualche modo, ho vissuto l ‘“attesa” per la consegna e la statua il “ritorno” nella sede opportuna.
Il caso ha voluto che la “consegna” coincidesse proprio con la riapertura della festa e della Chiesa della Madonna delle Galline, cioè venerdi 22 aprile 2022.
Precedentemente hai riferito che si tratta di un lavoro realizzato da più figure professionali…
Confermo che si tratta di un’opera nata dal confronto di varie figure professionali facenti parte dell’Associazione Ceramisti e design campani “per cui abbiamo lavorato in particolare, io, Sasà Sorrentino, Peppe Cicalese e Gaetano Branca che rappresentano la parte attiva di questo progetto.
Presentiamo in pochissime parole i tre artisti ai nostri lettori?
Ormai mi conosci, io non mi considero artista, nè ceramista, direi piuttosto che “ceramizzo idee”. Ceramista, invece, è Peppe Cicalese di Cava dei Tirreni,  mentre Gaetano Branca, di Carife, è un torniante. Si tratta di figure diverse che appartengono a paesi con tradizione ceramica.
E come è stato il momento della “consegna-installazione”? Quali emozioni hai vissuto?
Al di là degli apprezzamenti del pubblico, posso dire che l’emozione vissuta è il dispiacere che provo perché lei, la statua, mi ha lasciato e qui, in questa bottega, ora mi sento solo!
Mi ha fatto compagnia per tanto tempo ma è giusto che ritorni nella sede opportuna dove può essere fruita da un pubblico più ampio.
In questi giorni ci sono stati dei confronti con l’Amministrazione Comunale e confido nella possibilità di ricreare l’evento in un prossimo futuro coinvolgendo anche altri artisti. Performances simili le abbiamo condotte già a Verdellino, a Cava dei Tirreni, a Bergamo, per cui trattasi di esperienze già consolidate e mi piacerebbe poter istituire un premio da dedicare agli artisti che raccontano, secondo il loro punto di vista esterno, la tradizione, ipotizzando di depositare ai piedi della statua di cui stiamo discutendo, l’opera che realizzerebbero.

Dove è stata collocata l’Opera commissionata?
L’opera è stata collocata all’ingresso del Comune, tuttavia ero e sono dell’avviso che andrebbe installata in una delle aiuole della Villa Comunale. Pur se qualcuno teme la possibilità di atti vandalici, mi piacerebbe condurre quello che io definisco un “esperimento sociale” riflettendo sul fatto che non vi sono eventi pregressi ai danni di immagini sacre nel nostro Comune, anzi, è’ stato mostrato sempre grande rispetto per le immagini sacre e le icone.
Hai avuto modo di ascoltare riflessioni, pareri o commenti su quanto realizzato?
Ho riscontrato apprezzamento immediato e non è mancato qualche fraintendimento nel senso che è stato necessario precisare che l’opera non è destinata alla venerazione, né si poteva pensare ad una mia opera come qualcosa di “sacro” anche perché tendenzialmente io “dissacro”. E’ stato chiarito subito, allo scopo, che la statua è semplicemente un invito alla “lettura” della stessa che in essa sintetizza culto e tradizione, raccontati attraverso la materia trasformata.

All’intervista segue una breve descrizione della festa,  a cura dell’ illustre paganese Antonio Avigliano, attore, nonché regista, autore, organizzatore di laboratori teatrali e coaching creativo, cultore e fedele della Madonna delle Galline e della festa popolare a lei dedicata.

“'A FÆEEESTA! 'A "pavanese" è una sorta di gospel. E' un'espressione collettiva, viva e partecipata di anime, corpi e spiriti festanti. Ricorro al termine inglese per far comprendere la portata rituale, sacra e profana del nostro essere intimi devoti della Madonna delle Galline. 'A "pavanese" è sapiente armonia di voci libere, gesti cadenzati, nacchere e tammorra di magistrale qualità interpretativa. Un'esecuzione inconfondibile, comunicativa, creativa al momento, spontanea, di suoni e canti, colori, odori e sapori delle nostre più profonde e sentite radici contadine che si esprimono in allegria. Il paganese d'amore, che serba nel cuore gelosamente le tracce del mito primaverile, durante l'esecuzione ne avverte e sente il magnetismo animale: la forte ed indomabile attrazione lunare e solare. Entra nel cerchio magico e senza averne contezza mentale inizia a relazionare ed a mutuare emozioni di pura adrenalina con i tanti coinvolti nel ritmo tribale d'origine. NO OGM, i nostri di appartenenza, ma semi puri d'identità, incontaminati, da recuperare, conservare, coltivare e tutelare nella banca delle nostre arti popolari e della nostra sana ed edificante memoria collettiva (DOC-DOP-IGP). Tutto il resto non me ne voglia nessuno è emporio e discount ripetitivo e corrente. ''Guagliù, 'a Maronna!"
( A.Avigliano) 
Ringrazio Sasà Sorrentino ed Antonio Avigliano per i contributi offerti , auspicando successive iniziative sul territorio locale alle quali saremo presenti per condividerne i contenuti con i nostri lettori.
Caterina Marina Anselmo
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