Quale messaggio cerca di trasmettere attraverso il suo lavoro?
Nella tradizione ortodossa esiste la convinzione che il pittore non sia il creatore assoluto dell’opera, ma uno strumento nelle mani di Dio. Non considero ciò che realizzo come “mia” opera in senso assoluto: sono uno strumento. Se lo strumento è pulito, preparato e onesto, anche il risultato sarà di qualità.
Questo è il messaggio che desidero trasmettere: armonia, purezza, fede. Quando mi sento interiormente armonizzato, riesco a trasferire quell’armonia anche sulla parete, attraverso il ritmo delle linee e delle forme.
Ad Acerra mi sento come a casa. Mi è stata messa a disposizione una casa in canonica, perché inizialmente cercavo un affitto senza successo. Anni fa percorrevo ogni giorno sessanta chilometri partendo da Vietri sul Mare per arrivare fino a qui; oggi posso vivere il lavoro con maggiore raccoglimento.
L’arte, per me, è un cerchio che si chiude nell’armonia: quando l’uomo è in pace con sé stesso, può esprimere quella stessa armonia anche nell’opera che realizza.
Per questo artista, l’arte non è solo tecnica, ma un percorso spirituale. Non si considera il creatore assoluto, ma uno strumento attraverso cui la purezza e la fede prendono forma. Le sue opere trasmettono armonia e equilibrio, riflettendo la pace interiore che l’artista coltiva ogni giorno. Vivere e lavorare ad Acerra gli ha permesso di concentrarsi con tranquillità e dedizione, trasformando il lavoro in un dialogo tra sé stesso, il divino e chi osserva le sue opere. In questo modo, ogni linea, ogni forma e ogni colore diventano un messaggio di armonia, fede e bellezza.”