Da generazioni il fuoco di Sant’Antonio Abate accompagna la vita delle comunità campane,
segnando un legame profondo tra spiritualità, lavoro contadino e memoria collettiva.
Ogni anno, tra il 16 e il 17 gennaio, questo legame si rinnova quando la Campania si
illumina di fuochi che non sono semplici feste popolari, ma veri e propri riti collettivi che
intrecciano fede, memoria e tradizione contadina. Al centro di questo universo simbolico c’è
la figura di Sant’Antonio Abate, il santo protettore degli animali e delle comunità rurali, al
quale è storicamente legato il tema del fuoco purificatore.
In questo quadro di riti diffusi su tutto il territorio regionale, un luogo spicca per intensità e
partecipazione collettiva: Nusco, in provincia di Avellino.
Qui i Falò di Nusco rappresentano una delle manifestazioni più suggestive e partecipate
dell’Irpinia. Il fuoco diventa spettacolo, identità e comunità: enormi cataste di legna vengono
preparate dai quartieri e poi accese tra canti, suoni di tammorra e preghiere, mentre la
processione religiosa attraversa il paese coinvolgendo tutte le generazioni.
Non si tratta solo di una celebrazione devozionale, ma di un momento in cui l’intera
comunità si riconosce nelle proprie radici, che affondano nel mondo contadino, dove
l’accensione del fuoco aveva un valore simbolico e propiziatorio. In questo contesto assume
particolare significato il cippo di Sant’Antuono: non solo un segno materiale o
commemorativo, ma un simbolo della presenza del Santo e della protezione che il fuoco
rituale offriva alla comunità.
Negli ultimi anni i Falò di Nusco hanno richiamato non solo gli abitanti del paese, ma anche
un numero crescente di visitatori provenienti dall’Irpinia, dalla Campania e oltre. Curiosi,
studiosi delle tradizioni popolari, turisti culturali e semplici appassionati arrivano a Nusco per
vivere in prima persona un rito che mantiene intatta la sua autenticità.
Le strade del borgo si animano di presenze diverse: famiglie, giovani, emigrati che tornano
per l’occasione e persone attratte dal fascino di una tradizione che unisce spettacolo e
spiritualità. I visitatori non sono semplici spettatori, ma diventano parte integrante della festa,
condividendo momenti di convivialità, assaggiando prodotti tipici locali e respirando
l’atmosfera intensa che circonda l’accensione dei falò.