The Capri Times





















Alla scoperta della Campania Minore: Il Museo di Pulcinella ad Acerra
Testo Caterina Marina Anselmo
Foto Natalia Galkina Novi
Febbraio 2026
Quasi in apertura del 2026, nasce sulle nostre pagine un’iniziativa dedicata alla scoperta della Campania minore, un percorso in cui vengono osservati e raccontati luoghi poco conosciuti, borghi antichi e castelli che custodiscono secoli di storia e tradizioni. L’obiettivo è offrire uno sguardo attento su un territorio spesso trascurato, dimostrando che la bellezza della Campania non si limita alle mete celebri come Capri o Napoli, ma si estende anche a borghi silenziosi, fortezze dimenticate e scorci nascosti, custodi di un patrimonio culturale unico.
La prima tappa ci conduce nel cuore del centro storico di Acerra ( Na) e al suggestivo Castello dei Conti, complesso medievale che racchiude secoli di storia e stratificazioni architettoniche.

Il Museo di Pulcinella, del Folklore e della Civiltà Contadina
Qui tradizione popolare, teatro e memoria contadina si intrecciano nel Museo di Pulcinella, del Folklore e della Civiltà Contadina, istituito nel 1992 dal Centro di Cultura “Acerra Nostra”. Nato per custodire e raccontare l’identità antropologica della pianura campana, in particolare quella dell’antica Terra di Lavoro — l’antica Liburia — il museo celebra il territorio considerato la culla simbolica della maschera di Pulcinella.
Tralasciando per ora la sezione dedicata alla civiltà contadina, ci concentriamo sulla celebre maschera, che in questo contesto non è solo un simbolo teatrale, ma una chiave di lettura di un intero universo culturale: dalle radici rurali della Campania alle interpretazioni artistiche contemporanee. Il museo non si limita a esporre oggetti, ma racconta una storia viva, ironica e profondamente identitaria.

Le Origini di Pulcinella ad Acerra
Il legame tra Pulcinella e la città di Acerra è attestato fin dal XVI secolo. Le ipotesi sulle origini del personaggio sono molteplici e vengono illustrate in parallelo nel percorso museale: alcuni studiosi lo collegano a figure realmente esistite, come Puccio D’Aniello, Paolo Cinella o Paoluccio della Cerra, quest’ultimo ritratto dal pittore Ludovico Carracci; altri lo fanno derivare da uno Zanni noto come Policiniello; altri ancora lo riconducono all’antico Maccus, personaggio comico delle farse italiche rappresentate nel Teatro Romano di Acerrae, i cui resti archeologici sorgono sotto l’area su cui fu edificato il castello.

Le Sale del Museo
Il museo occupa due piani del maniero feudale e comprende archivio, biblioteca e videoteca, con una sezione di ricerca dedicata all’antropologo Alfonso Maria di Nola. Le tredici sale espositive, le antiche cucine e il monumento a Pulcinella realizzato dallo scultore Gennaro d’Angelo accolgono i visitatori, offrendo un segno identitario del luogo.

La Sezione Pulcinellesca
Il nucleo centrale del percorso è dedicato interamente alla maschera, organizzato come un viaggio simbolico tra mito, storia e spettacolo. L’itinerario prende avvio dagli elementi distintivi del personaggio — costume bianco, mezza maschera nera, cappello a punta e corno — analizzati nei loro significati rituali e popolari.
Nelle sale dedicate ai miti di nascita, si confrontano tradizioni orali e interpretazioni storiche: dalla discendenza dal teatro italico arcaico alla leggenda dell’uovo, fino alle versioni che collocano la sua casa natale nelle campagne acerrane.
Un’ampia sequenza di ambienti esplora poi il rapporto tra la maschera e la vita quotidiana: la fame, i maccheroni, il legame simbolico con il Vesuvio e con la luna, il confronto con i padroni, la religiosità popolare, i giochi, il presepe e le feste. In questa dimensione emerge il valore universale del personaggio, capace di incarnare insieme miseria e astuzia, ingenuità e ribellione, trasformando le difficoltà in ironia.

La Sezione Teatrale
La sezione teatrale documenta l’evoluzione scenica della maschera, dalle piazze alle scene professionali, attraverso testimonianze e materiali dedicati ai grandi interpreti che ne hanno segnato la storia, tra cui Antonio Petito e Massimo Troisi. Un’area specifica è riservata alle guarattelle, il tradizionale teatro di burattini napoletano, con teatrini storici, pupazzi e strumenti originali che documentano la diffusione internazionale della figura.
Tra le sale del museo, oltre a oggetti, documenti e testimonianze storiche, sono esposti anche cartelloni di film che hanno raccontato Pulcinella sul grande schermo, offrendo un ulteriore spunto per comprendere l’influenza della maschera nella cultura popolare e cinematografica. Questi materiali completano il percorso, mostrando come il personaggio abbia attraversato i secoli e le arti, dal teatro , alle piazze, al cinema.

Una rivista italo/russa come la nostra , non può non sottolineare ed evidenziare nel percorso espositivo dedicato a Pulcinella, figure come Petrushka, il celebre burattino russo che, sebbene appartenente a una tradizione diversa, ne condivide con l’essenza del teatro popolare: entrambi incarnano le emozioni umane, oscillando tra comicità e dramma, e mostrano come maschere e pupazzi siano strumenti universali per raccontare la vita del popolo.”
Nel cuore della tradizione teatrale europea, Pulcinella e Petrushka rappresentano due volti dello stesso archetipico “eroe popolare”. Pulcinella, nato nelle piazze di Napoli, con il suo naso adunco e la risata pronta, è il servo astuto e comico della commedia dell’arte. Tra furbizia e grottesco, incarna l’uomo comune, capace di ridere dei propri guai e di affrontare la vita con ironia.
Dall’altra parte, nella Russia fredda dei burattini popolari, nasce Petrushka, un pupazzo tragico-comico che, grazie al celebre balletto di Igor Stravinsky rende vita sul palcoscenico, muovendosi tra comicità e dolore, e mostrando al pubblico la fragilità, le passioni e le emozioni dell’essere umano. Diversi per forma e cultura, ma simili nell’anima, Pulcinella e Petrushka sono fratelli di teatro. Entrambi ci ricordano che il palco è uno specchio della vita: tra risate e lacrime, ogni storia racconta chi siamo davvero.

Influenza sulle Arti Contemporanee
La parte conclusiva del percorso evidenzia l’influenza di Pulcinella nelle arti figurative, nella letteratura, nel cinema e nella musica, ricordando anche il legame simbolico con il grande tenore Enrico Caruso. Tra le opere esposte figurano creazioni contemporanee di Lello Esposito, artista che ha rinnovato l’iconografia pulcinellesca con un linguaggio plastico e visionario, mantenendo intatta la forza archetipica della maschera.

“Con questa nuova sezione, lo staff, partendo da Acerra, intende offrire agli occhi dei visitatori storia, cultura e fascino delle tradizioni. La vivace presenza simbolica di Pulcinella, rende la prima tappa un racconto da vivere, un’esperienza che unisce passato e presente. La sua maschera illumina storie, la sua ironia anima tradizioni, e la Campania più autentica si rivela in un intreccio di memoria, fantasia e poesia che resta nel cuore di chi osa scoprirla.
 
E, come sempre, da cronista curiosa, non posso che incoraggiare i lettori a partire, visitare i nostri luoghi e lasciarsi sorprendere.”