Una rivista italo/russa come la nostra , non può non sottolineare ed evidenziare nel percorso espositivo dedicato a Pulcinella, figure come Petrushka, il celebre burattino russo che, sebbene appartenente a una tradizione diversa, ne condivide con l’essenza del teatro popolare: entrambi incarnano le emozioni umane, oscillando tra comicità e dramma, e mostrano come maschere e pupazzi siano strumenti universali per raccontare la vita del popolo.”
Nel cuore della tradizione teatrale europea, Pulcinella e Petrushka rappresentano due volti dello stesso archetipico “eroe popolare”. Pulcinella, nato nelle piazze di Napoli, con il suo naso adunco e la risata pronta, è il servo astuto e comico della commedia dell’arte. Tra furbizia e grottesco, incarna l’uomo comune, capace di ridere dei propri guai e di affrontare la vita con ironia.
Dall’altra parte, nella Russia fredda dei burattini popolari, nasce Petrushka, un pupazzo tragico-comico che, grazie al celebre balletto di Igor Stravinsky rende vita sul palcoscenico, muovendosi tra comicità e dolore, e mostrando al pubblico la fragilità, le passioni e le emozioni dell’essere umano. Diversi per forma e cultura, ma simili nell’anima, Pulcinella e Petrushka sono fratelli di teatro. Entrambi ci ricordano che il palco è uno specchio della vita: tra risate e lacrime, ogni storia racconta chi siamo davvero.