La bonifica, la messa in sicurezza e la lotta contro il degrado
Superato il primo impatto, è iniziato il complesso lavoro di recupero. Riaprire l'area al pubblico richiedeva in primis la messa in sicurezza dei luoghi. Come ricordato dal Direttore, citando l'intervento del funzionario Vincenzo Calvanese, il primo passo fu condurre verifiche approfondite sugli alberi: un patrimonio verde di inestimabile valore, paragonabile a veri e propri monumenti, da valutare con certezza per garantire un'accessibilità senza rischi. I visitatori hanno avuto ed avranno la possibilità di vivere i 16 ettari di un ambiente pressoché unico, caratterizzato dalla presenza di ben 130 alberi diversi, 40 specie diverse, ma soprattutto dalla presenza di 208 platani che segnano un viale lungo quasi un Km e che ha offerto frescura ai visitatori in una giornata torrida.
Oltre al verde, è stato necessario affrontare problemi di degrado estremo. Furono costruiti da zero i servizi igienici, prima assenti, e si dovette combattere una battaglia quotidiana contro intrusioni, atti di vandalismo, furti e continui tentativi di riattivare la discarica abusiva. Il sito, infatti, si era trasformato negli anni in un deposito informale sommerso da tonnellate di rifiuti e, persino nei mesi più recenti, non sono mancati i tentativi da parte di ignoti di sversarvi materiale.